Cosa facciamo - Progetti

Mensa dei poveri

La mensa dei poveri è un servizio da sempre offerto dalla Caritas Diocesana per le persone senza fissa dimora presenti in città. Tutte le sere, comprese le domeniche e le festività, viene preparata e servita la cena, con circa 150 posti a sedere (dati pre-covid). E’ un servizio garantito anche grazie alla presenza di circa 50 volontari. La mensa infatti non è solo un aiuto concreto alle persone in difficoltà, ma un luogo di incontro dove la relazione con gli ospiti è al centro dell’attenzione.

Progetto Protetto. Rifugiato a casa mia

“Protetto. Rifugiato a casa mia.”  

 

Promosso da Caritas italiana, al quale Caritas Bologna aderisce da cinque anni, nasce per proporre a famiglie, parrocchie e comunità un percorso di ospitalità ed integrazione di persone straniere che si trovano già in Italia, in uscita da percorsi di prima accoglienza, essendo titolari di una forma di protezione internazionale. Obiettivo del progetto è realizzare un’accoglienza diffusa e quindi più umana, per accompagnare i giovani rifugiati in un percorso di inserimento nella società.

 

“Radioestensioni”

Dal 2018 Caritas Diocesana coordina e gestisce il progetto “Radioestensioni” in collaborazione con Radio Città Fujiko pensato e voluto proprio per “dare voce” a chi non ne ha. Il gruppo composto da una decina di “redattori”, scelti fra i beneficiari del centro di ascolto diocesano, coordinati da un operatore della radio e seguiti dagli animatori Caritas, hanno la possibilità di mettere a frutto le loro competenze “creative” e preparano ogni settimana, tutti insieme, un “programma” che è entrato nel palinsesto regolare della Radio.

Le riunioni di redazione sono esattamente quella palestra dove, dall’intreccio delle relazioni, nasce un filo conduttore che cuce il racconto della vita e del sentire di queste persone e fa emergere con intelligenza ed umorismo, le competenze personali e l’arte di cui sono capaci. Il programma è una occasione per riprendere il piacere di narrare se stessi ed il mondo intorno a loro e permette a tutti noi di ascoltare quelle voci alle quali – nel vivere quotidiano – difficilmente prestiamo ascolto o diamo importanza.

 

“Intrecci da coltivare”

Il Progetto, che nasce dalla collaborazione fra Caritas Diocesana e Cefal Bologna, si basa sulla realizzazione di alcuni orti su terreni messi a disposizione dalle parrocchie e vede il coinvolgimento di persone seguite dai centri di ascolto delle comunità. Le attività sono accompagnate da un agronomo e da un educatore, insieme ad alcuni volontari ed animatori Caritas. Fondamento del progetto è la “Pedagogia di cantiere”, un modello di intervento socio-educativo basato non soltanto sull’acquisizione di competenze specifiche, ma anche e soprattutto sulla costruzione, ricostruzione e rinforzo delle risorse personali, che permettono a chi si trova in difficoltà di agire in modo più attivo nei confronti del proprio contesto di vita. La semina e la raccolta sono metafore molto significative del lavoro educativo e del lavoro che ciascuno deve fare su di sé. E così, accanto alle piantine di verdure - senza quasi accorgersene - si piantano anche tanti altri semi: la voglia di mettersi in gioco e di lavorare in gruppo, il prendersi cura di sé e degli altri, la fiducia e il rispetto per i tempi diversi di ciascuno e – ultimo ma non ultimo - la gioia di assumersi responsabilità, gustandone i frutti al tempo opportuno.