Diritto allo studio

Tutti a scuola!

 

 

 

Una delle attenzioni inserite nel Fondo per l’Emergenza Famiglie, voluto dal Card. Carlo Caffarra a partire dal 2009, e rifinanziato ogni anno, è sempre stata l’educazione dei ragazzi. Il diritto all’educazione, alla scuola, è uno dei diritti fondamentali a cui ogni bambino e ragazzo dovrebbe poter accedere.

Ma, terminata la 3a media, la Scuola costa, e tanto! E il costo della Scuola (libri, autobus, materiale scolastico, elargizioni liberali, di fatto obbligatorie, per l’ampliamento dell’offerta formativa, ecc.) pesa sul bilancio delle famiglie, e pesa tanto più quanto più la famiglia è già in difficoltà per la mancanza, o l’insufficienza, del lavoro.

La decisione del Cardinal Caffarra, confermata dal Vescovo Zuppi, è diventata quindi una vera boccata d’aria che, attraverso sia il Centro di Ascolto della Caritas Diocesana, sia, soprattutto, le Caritas parrocchiali, consente alle famiglie di affrontare l’inizio dell’anno scolastico con meno apprensione.

Nel 2016, per la prima volta, è stato coinvolto l’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi, ed è stata una bellissima novità perché lavorare insieme consente di intrecciare competenze e conoscenze producendo risultati migliori.

Altra novità: una quota del Fondo stabilito è stata destinata per il sostegno dei doposcuola parrocchiali che svolgono una funzione estremamente importante sul territorio nell’educazione di bambini e ragazzi mettendosi al fianco della famiglie che, dovendo affrontare molteplici problemi, non sempre hanno sufficiente tempo ed energie da dedicare ai figli.

Così è la comunità che, anche attivando questo prezioso servizio, si fa prossimo perché ogni fanciullo possa “crescere in statura, sapienza e grazia”.

Progetto

Da diversi anni il Centro d’Ascolto cerca di rispondere alle richieste presentate per la maggior parte da studenti  di varie provenienze frequentanti l’università di Bologna. Questi giovani spesso trovano ostacoli nel loro percorso di studio e di vita, specialmente in questo momento storico che difficilmente permette attività remunerative collaterali allo studio e in cui il tradizionale clima solidaristico bolognese ha subito qualche contraccolpo. Da queste osservazioni è nata una attenzione specifica per questi studenti. Nell’anno 2016 risultano essersi presentati presso il Centro d’Ascolto 85 persone titolari di permesso per motivi di studio, tra questi 44 di sesso femminile e 41 di sesso maschile con un’età che oscilla tra i 19 e i 35 anni. Il paese di maggior provenienza è il Camerun con 51 studenti, seguono Congo (8), Iran (7), Ghana (6), Marocco (2) , Nigeria (2) , Palestina (2), Polonia (1), Sudafrica (1), Togo (1), Vietnam (1), Albania, (1), Costa d’avorio (1), Etiopia (1). I principali interventi erogati nell’anno 2016 riguardano il sostegno alimentare, con l’attivazione di diversi gruppi spesa, e il reperimento di alloggi in collaborazione con realtà parrocchiali e non. Le richieste e i progetti attuati si collocano nell’ambito della reciprocità affinché si possano costruire relazioni per cercare di ridurre il vuoto e la solitudine. Ad esempio, in alcune Parrocchie gli studenti hanno seguito nello studio i ragazzini del doposcuola parrocchiale. Tutto questo è coerente con la Mission della Caritas Diocesana la quale ha una prevalente funzione pedagogica e di promozione di una cultura dell’accoglienza e della reciprocità.

Al di là  degli aiuti più strettamente materiali quello che cerchiamo di fare è offrire un sostegno in modo da costituirci come punto di riferimento durante il percorso universitario che può presentare anche situazioni impreviste e imprevedibili.

Rispetto ai bisogni che gli studenti portano al Centro  emergono per la maggior parte problematiche abitative legate alla difficoltà nel far fronte alle spese di alloggio,e richieste di accoglienza. Rispetto a queste ultime abbiamo rilevato due principali tipologie: accoglienze a lungo termine e temporanee. La richiesta di un tempo prolungato consegue, prevalentemente, alla perdita della borsa di studio, che è strettamente collegata alla possibilità di accedere agli alloggi messi a disposizione dall’ente regionale per il diritto allo studio (ER.GO).Un caso particolare  di perdita dell’alloggio si verifica quando una studentessa rimane incinta. Invece la necessità di sistemazione temporanea coincide soprattutto con il periodo natalizio e durante l’estate, quando gli alloggi per studenti chiudono e alcuni di loro non hanno la possibilità di pagarsi un posto letto. In base agli accordi fra Stati, per alcuni è requisito pregiudiziale la conoscenza della lingua italiana, ad esempio quelli provenienti dal Camerun devono dimostrare di aver acquisito un livello di padronanza della nostra lingua ancora prima di entrare in Italia. Per altri non sussistono questi vincoli e capita che alcuni iscritti a corsi di laurea in lingua inglese non apprendano, di fatto, l’italiano, ma questo diventa un problema nel momento in cui entrano in contatto con realtà che esulano dal contesto di studio.  

Le difficoltà economiche derivano, per la maggior parte, dall’esiguità della borsa di studio che spesso non è sufficiente a coprire i bisogni quotidiani (generi alimentari, materiale scolastico, trasporti, affitto) a cui si aggiungono, annualmente, i costi legati al rinnovo del titolo di soggiorno e all’assistenza sanitaria. La scelta di studiare in Europa è un investimento a livello economico e di aspettative, in quanto presuppone la condivisione di un progetto che coinvolge lo studente, la famiglia e il contesto di origine con l’obiettivo ultimo di migliorare anche la qualità di vita della famiglia stessa e della società di partenza. La borsa di studio diventa pertanto fonte di reddito “condivisa” che, da una parte, può essere utilizzata per risanare il debito contratto per intraprendere il percorso universitario e, dall’altra, viene spesso utilizzata come rimessa da inviare a casa come sostegno per la famiglia. La paura di deludere le aspettative e il senso del dovere generato dall’investimento familiare inibiscono nel raccontare le difficoltà e generano l’incapacità di sottrarsi agli aiuti alla famiglia.

Questa attenzione prosegue data la continua richiesta da parte di nuovi studenti.