
CaritaSchool
Un percorso nelle scuole per riflettere sulle povertà, cambiare lo sguardo su sé stessi e sugli altri e scoprire che la carità è fatta di relazioni, ascolto e gesti quotidiani.

CaritaSchool è un progetto educativo sperimentale nato dalla collaborazione tra Caritas Bologna, l'Opera dei Ricreatori, l'Ufficio IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) e la Pastorale Giovanile.
Il progetto accompagna studentesse e studenti delle scuole superiori in un percorso di riflessione profonda sulla povertà, le sue tante sfumature e le possibili risposte ai bisogni delle persone.
L'obiettivo è aiutare i ragazzi a riflettere, a farsi domande, a sviluppare uno sguardo critico e solidale sulla realtà che li circonda.
2
ANNI DI
ATTIVITÀ
6
ISTITUTI
COINVOLTI
8
CLASSI PARTECIPANTI
146
STUDENTI COINVOLTI
Quattro fasi, un'esperienza trasformativa
L'obiettivo del progetto è generare domande e curiosità, arricchire la conoscenza e stimolare un pensiero più consapevole e responsabile.

Ascoltare ciò che sentiamo
Il percorso si apre in aula con un momento di ascolto e confronto: un “bollettino emotivo” per riconoscere come stiamo e dare spazio alle nostre emozioni.
Vengono presentati il cammino che faremo insieme e i temi che attraverseranno gli incontri. Un primo passo per creare fiducia, mettersi in gioco e iniziare a guardare la realtà con maggiore attenzione e consapevolezza.

Cambiare prospettiva sulla povertà
Attraverso immagini, dialoghi e attività di gruppo, i ragazzi riflettono sugli stereotipi legati alla povertà e sul modo in cui influenzano il nostro sguardo sugli altri.
A partire dalla definizione di povertà proposta dalle Nazioni Unite, il confronto si allarga alle esperienze personali: quando la povertà entra nella vita quotidiana?
Un percorso per superare giudizi immediati e riconoscere la complessità delle fragilità umane.

Essere dentro la realtà
La povertà può avere molti volti: economica, educativa, relazionale, emotiva.
In questa fase ci si interroga sulle grandi categorie della povertà contemporanea e sulle cosiddette “nuove povertà” che attraversano anche il mondo giovanile. Attraverso il confronto emerge una domanda fondamentale: siamo davvero così lontani dalla fragilità degli altri oppure alcune forme di povertà abitano già le nostre vite?

Uno sguardo che si
fa vicino
L’ultima tappa invita ciascuno a guardarsi dentro: quali povertà porto nella mia vita?
Attraverso attività simboliche e momenti di dialogo, i ragazzi riflettono sulla carità, scoprendo che non è solo un gesto, ma un modo di guardare e stare accanto all’altro. Un’esperienza che mette al centro il cuore, l’ascolto e la capacità di riconoscere la dignità di ogni persona.
Si termina con una restituzione del percorso.
Non è così scontato guardarsi allo specchio per cinque minuti interi. Lo faccio abitualmente tutti i giorni, ma è diverso farlo ponendosi la domanda:
In cosa ti riconosci povero?
Uno studente dell'Istituto Majorana
Se sei un insegnante e vuoi proporre questo percorso alle tue classi, scrivici una mail a caritasbo.segr@chiesadibologna.it
