Senza Parole

Predicate il Vangelo in ogni momento e se necessario usate le parole. Queste parole attribuite a Francesco di Assisi hanno sempre suscitato un grande fascino. Leggendo la sua Regola, soprattutto nei capitoli riguardate lo “stile” missionario, salta agli occhi immediatamente il suo desiderio che il Vangelo sia annunciato da testimoni credibile ancor prima che credenti. La prima cosa che il Santo di Assisi raccomanda ai suoi frati è che non facciano liti o dispute. La missione della Chiesa non è un optional, non si tratta di qualcosa da organizzare quando abbiamo pensato a tutto il resto. Potremmo dire che le parole Chiesa e Missione sono due sinonimi. O la Chiesa è missionaria o non è. Ritornando alle parole di San Francesco, il nostro stile di vita, la nostra affabilità è di fatto il campo nel quale annunciamo la buona notizia di Gesù. Siamo missionari tutte le volte che le nostre opere suscitano domande di “curiosità” evangelica. Sembrerà banale, forse lo sottovalutiamo, ma il primo modo di essere missionari non è nelle grandi cose o riguardo alle testimonianze “sotto i riflettori”. La prima qualità è il nostro essere affabili, amabili, come dice san Paolo nella lettera ai filippesi: Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! (Fil4.4). San Francesco ammoniva i missionari ad evitare liti o dispute considerando che il silenzio è mille volte più missionario e un gesto d’amore ripetuto testimonia tantissimo. È missionario quando siamo pecore in mezzo ai lupi (ricordiamocelo sempre) e non lupi in mezzo ad altri lupi. La contro testimonianza più grave è quando liti e dispute accadono tra di noi. Noi abituali frequentatori degli ambienti parrocchiali siamo forse quelli che corrono di più questo rischio. Abbiamo bisogno di costante vigilanza e che il Signore sempre ci illumini. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Cg 13,35), dice Gesù come una delle sue ultime indicazioni ai suoi discepoli. Davvero lo stile silenzioso e operoso è la testimonianza più forte che un cristiano possa dare. Quante volte uno stile assomigliante a quello di Gesù ci ha “evangelizzato” … La stanchezza di una mamma al termine di una lunga e faticosa giornata, non è forse una testimonianza missionaria? L’operato silenzioso di un prete che si spende per la sua comunità senza applausi o ribalta? Il lavoro di tanti di noi che si mettono al servizio degli ultimi che incontriamo sul nostro cammino, non è forse la testimonianza missionaria più efficace? Mentre cerchiamo parole udibile per affrontare le sfide del nostro tempo, forse dovremmo iniziare senza parole affatto, sapendo che per portare il Vangelo di Gesù nel mondo, non sono necessarie.

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