Squisito, sostenibile e per tutti


Un progetto di Emil Banca e Caritas contro lo spreco alimentare a favore dei meno abbienti grazie alla startup bolognese Squiseat.it


Dare nuova vita ai prodotti in scadenza, evitando lo spreco di cibo e risorse, aiutando chi ha meno possibilità a concedersi un piccolo lusso gastronomico. Si chiama SQUISITO, SOSTENIBILE E PER TUTTI il progetto messo in campo da Emil Banca assieme alla Caritas diocesana di Bologna e alla giovane startup bolognese che da qualche tempo ha lanciato la piattaforma web Squiseat.

Fondata da Alberto Drusiani, Luca Morosini, Gabriele Calarota e Ossama Gana, Squiseat consente di acquistare da forni, pasticcerie, gelaterie o da altri esercenti, prodotti alimentari in eccedenza al 50% del loro prezzo di listino attraverso un’applicazione disponibile per iOS e Android. Gli utenti possono utilizzare la geolocalizzazione per visualizzare le attività affiliate e i prodotti disponibili, che si possono scegliere e acquistare direttamente tramite app e ritirare in loco.


E così, consultando l’applicazione, con un semplice click si possono acquistare tre brioche a 2 euro, tre tranci di pizza a 4 o mezzo chilo di gelato artigianale a meno di 5 euro. Con un vantaggio sia per chi acquista che per chi vende. Conoscendo la piattaforma (che ha partecipato a Battiti, il percorso di accelerazione e validazione che la Banca ha dedicato alle startup ad alto impatto sociale), Emil Banca ha coinvolto la Caritas proponendo di utilizzare l’applicazione come strumento di inclusione sociale. Sarà infatti l’ente benefico a individuare i potenziali beneficiari dell’iniziativa a cui sarà attivato, e caricato inizialmente con 100 euro, un account sulla piattaforma da poter usare a loro piacimento. Emil Banca ha messo nel progetto 10 mila euro che Caritas conta di erogare a un centinaio di soggetti, anche se la speranza è che altre realtà si uniscano alla rete per aumentarne l’impatto.

Al momento sono stati individuati una ventina di soggetti, con un grado di digitalizzazione adeguato allo strumento, a cui sono stati erogati complessivamente circa 2000 euro. Principalmente studenti stranieri, che riescono mantenersi a Bologna grazie ad una borsa di studio ma che si rivolgono a Caritas perché fanno fatica ad accedere a beni di prima necessità. In queste prime settimane di attività, sono stati effettuati una settantina di ordini per un valore vicino ai 300 euro.

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa per diverse ragioni - spiega don Matteo Prosperini, direttore della Caritas Diocesana di Bologna - Intanto ci fa piacere incrociare il mondo delle persone in difficoltà che si rivolgono alla Caritas con altri mondi, in questo caso quello delle aziende ed in particolare di una start up giovanile ed innovativa. Abbiamo la possibilità di dire che il disagio economico oggi ha volti diversi, come quello degli studenti ai quali abbiamo cominciato a proporre Squiseat, e che pertanto anche le risposte al tema della povertà alimentare devono essere varie e rivisitate. Da ultimo, non per importanza, ci sta a cuore anche l'aspetto ecologico che evita lo spreco”.

Dopo pochi mesi di attività, Squiseat conta su Bologna un’ottantina di attività affiliate, gli utenti attivi sono oltre un migliaio e, con una media di 500 ordini al mese, ad oggi sono state salvate e rivendute già 10 mila porzioni di cibo per un valore, in materie prime, di oltre 30 mila euro.


“L’attività tipo che collabora con noi - spiega Alberto Drusiani, Ceo di Squiseat - lavora con materie prime di qualità e vuole sempre avere in vetrina con prodotti freschissimi. Quindi gastronomie, pasta fresca, rosticcerie, pasticcerie, macellerie ma anche ortofrutta. Se qualcuno ci chiedesse di definirla in una sola frase, risponderemmo che Squiseat è una scelta di qualità e sostenibilità, la scelta di chi ha a cuore il buon cibo e il pianeta”. “Un progetto innovativo, probabilmente mai sperimentato prima, con tanti lati positivi”, ha commentato il direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia, che ha spiegato: “Grazie al processo che viene generato riusciamo ad evitare che tanti prodotti in ottime condizioni vengono sprecati, aiutiamo il reddito degli esercenti fornendogli anche la possibilità di smaltire in maniera sostenibile le eccedenze, e permettiamo a Caritas di erogare contributi in maniera tracciabile, trasparente e personalizzabile, sostenendo l’inclusione sociale di soggetti in difficoltà. Un progetto - ha concluso Ravaglia - che dimostra una volta ancora come il nostro impegno verso i temi della Sostenibilità dell’Agenda Onu 2030 non sia solo una dichiarazione d’intenti ma parte integrante della nostra missione”.



Per vedere la video intervista a Don Matteo Prosperini clicca qui

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